È morto Silvio Petrone: basket battipagliese in lutto

È morto Silvio Petrone. Con lui se ne va un pezzo importante della storia dello sport battipagliese. Fu, infatti, il dottore Petrone a dare impulso al movimento cestistico cittadino con un binomio che ha fatto le fortune della pallacanestro maschile a Battipaglia. Con Silvio Petrone alla presidenza della Polisportiva Battipagliese "marchiata" Casse Rurali Campane, il club biancazzurro conquistò prima la storica promozione in serie B2 nel vittorioso spareggio di Isernia del 1986, e poi, dopo sei anni di onorata militanza nella categoria, contrassegnati anche da una partecipazione alla finale di playoff nel 1988, centro' il salto in serie B1 nell'indimenticabile doppio confronto con Pozzuoli e Brindisi. Ancora un anno di presidenza ad altissimo livello per il popolare don Silvio che, all'esordio nella B d'eccellenza, si vide sfuggire i playoff solo per la differenza canestri. Era il 1993 e Petrone cedette il club ai suoi due "figli d'adozione della pallacanestro", i fratelli Luigi e Giancarlo Rossini. La foto lo ritrae proprio con quest'ultimo in occasione di un'effimera promozione in serie B della squadra maschile di una decina d'anni fa. Al dottore Petrone si deve l'abbandono dell'anonimato delle categorie regionali del basket battipagliese, la crescita e l'affermazione del movimento cestistico locale sia sotto l'aspetto della popolarità tra le masse che della pratica sportiva da parte dei più giovani. Chi, tra i ragazzini degli anni 80, non sognava di emulare le gesta di Pietro Cudia, Angelo Casale, Gianni Tassi, Bulgarelli, Gambardella o Carrabs? Per citare solo alcuni dei primi campioni esportati a Battipaglia che, però, ne poteva vantare tanti altri "fatti in casa" che crearono un senso di appartenenza di rado visto a Battipaglia in ambito sportivo, come il già citato Giancarlo Rossini, Amabile Guzzo, Valerio Bonito, Enzo Santoro, Errico Fiore, i compianti coach Ferdinando Giannattasio e Peppone Scelza e, l'ultimo della nidiata, Pino Corvo ... tanti di loro molto devono al dottore Petrone che li ha forgiati nel senso greco ed alto della parola "palestra", facendone individui prima e cestisti poi. E tanto gli deve anche la città di Battipaglia tutta.

Paolo De Vita

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