Omeps Ortopedia Gamma Tributi L'Ortopedia Medical Tech Medical Tech Battipaglia seconda classificata del girone B di Divisione Regionale 1, dopo 8 partite giocate, una in meno della capolista Gragnano, unica formazione, tra l'altro, ad aver superato i ragazzi di coach Forgione. Chi lo avrebbe detto ad inizio stagione?
L'interrogativo lo abbiamo girato al capitano dei battipagliesi, Francesco Ambrosano, che, da settembre scorso, si divide tra i suoi doveri sportivi e uno ancora più importante: quello di genitore del piccolo Mattia, un ruolo che condivide con la neomamma Federica Di Pace, a sua volta allenatrice (per nulla in maternità) del settore giovanile del club battipagliese!
Con capitan Ambrosano non potevamo che iniziare dal nuovo ruolo che lo accompagnerà per tutta la vita: quello, appunto, di genitore!
Francesco, pur sapendo dell'arrivo della cicogna a settembre, ti sei avventurato in una nuova annata agonistica. Dove le trovi le motivazioni e, soprattutto, le forze?
"Le motivazioni le ho trovate proprio nell'essere diventato padre! Se quelle di natura sportiva mi accompagnano da quando avevo 5 anni, cioè la passione e l'amore per questo sport, alle quali si sono aggiunte l'affetto per questa società e il presidente Rossini, altre motivazioni, le più profonde e viscerali, riguardano proprio l'arrivo di Mattia. Lo so, sono un po' avanti con gli anni - ammette Francesco - ma il mio sogno e che mio figlio mi veda giocare e di innamori anche lui della pallacanestro, proprio come è successo a me!"
Biberon da una parte e palla a spicchi dall'altra. Come procede l'organizzazione?
"L'impegno più incalzante è, ovviamente, quello di genitore, perché sono alle prese col primo figlio e mi vedo calato in un ruolo nuovo, difficile, impegnativo ma, allo stesso tempo, affascinante; in poche parole: la cosa più bella del mondo! Per ciò che riguarda il mio ruolo di cestista e capitano della squadra, invece, sono un po' più rodato perché, nonostante non li dimostri, ho 36 anni e sono uno dei giocatori più esperti del campionato".
Da una parte Federica Di Pace, tua moglie, figura oramai conosciutissima del basket battipagliese, e dall'altra, il tuo allenatore, Andrea Forgione. Come ti barcameni tra i due?
"È più semplice - ammette candidamente Ambrosano - avere a che fare con il coach! Perché mia moglie e anche madre e allenatrice, quindi quando torno a casa mi 'cazzea' come marito, padre e giocatore, mentre il mio allenatore mi può rimproverare solo per come gioco! Volendo proseguire con questo parallelismo - aggiunge Ambrosano - con Federica siamo insieme da vent'anni, Andrea, invece, lo conosco fin da piccolo, poiché abbiamo giocato contro diverse volte. Poi lui, che era scarso come giocatore, e lui lo sa, fortunatamente è passato ad allenare e, dopo diversi anni, ci siamo ritrovati a Battipaglia! Con lui ho da sempre un bel rapporto, che va anche oltre il campo di basket"
Ti appresti a diventare una figura apicale per tuo figlio Mattia, non appena inizierà a guardarsi intorno, per ora lo sei per i tuoi giovani e giovanissimi compagni di squadra!
"La squadra si sta comportando bene, almeno in questo avvio di stagione, nonostante il ringiovanimento voluto dalla società che, però, ha confermato giocatori del calibro di Di Donato, Corvo, Pisapia, Tiberio e aggiunto elementi validi come Naddeo e il bulgaro Aris. Questo giusto mix sta dando i suoi frutti!"
Squadra ringiovanita e, ciononostante, ruolino di marcia di tutto riguardo: 7 vittorie e una sola sconfitta, per mano dell'attuale capolista Gragnano. Sorpreso di questo ruolino di marcia?
"Lo ammetto: sono sorpreso, ovviamente in positivo, del nostro rendimento in campionato. A inizio stagione avevo parlato con franchezza a coach Forgione, auspicando per la nostra squadra nulla di più di una tranquilla salvezza. Non per sminuire il valore dei miei compagni - puntualizza Francesco Ambrosano - ma soprattutto perché siamo finiti in un girone tostissimo, con almeno sette pretendenti alla promozione con in roster più di un atleta di spessore. Quindi, onestamente, mai mi sarei aspettato di arrivare a novembre e di doverci giocare il primato nel prossimo scontro diretto con Melfi al Palazauli. I conti, però, li faremo tra poco più di un mese, poichè siamo attesi da tutte gare difficili contro, una dietro l'altra - snocciola il capitano dei biancarancio - Fuorigrotta, Palma Campania, Parete, Benevento e Monte di Procida. Se al termine di questo ciclo di partite saremo ancora lì, vorrà dire che anche noi potremo concorrere per qualcosa di importante, altrimenti non tutto sarà perduto e disputeremo comunque la nostra dignitosissima stagione".
Parola di capitano (e di papà!).
Paolo De Vita

